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Reati tributari e codice crisi impresa

Reati tributari e codice crisi impresa

 

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Reati tributari e codice crisi impresa

Reati tributari e codice crisi impresa

Nei mesi di novembre e dicembre 2019 il legislatore italiano ha introdotto importanti novità legislative in materia di responsabilità degli enti: sono stati infatti inseriti, quali reati presupposto, i reati tributari. Inoltre è entrato in vigore il c.d. codice della crisi di impresa.

In particolare è stato introdotto l’art. 25 quinquiesdecies che prevede, in relazione alla commissione dei delitti previsti dal decreto legislativo 10 marzo 2000, n. 74 come reato presupposto, l’applicazione all’ente delle sanzioni pecuniarie anche fino a 500 quote (atteso che l’importo di ciascuna quota può oscillare da un minimo di € 258,00 ad un massimo di € 1.549,00 sulla base delle condizioni economiche e patrimoniali della persona giuridica, allo scopo di assicurare l’efficacia della sanzione, la sanzione può arrivare fino all’importo di € 774.500,00).

Si innova quindi la disciplina di quella responsabilità, denominata responsabilità amministrativa da reato dell’ente, che sorge ove uno degli illeciti penali tassativamente selezionati dal legislatore siano stati commessi, nell’interesse o a vantaggio della società, da parte dei soggetti apicali, ovvero a seguito dell’omissione di controlli da parte dei vertici sui subordinati.

È inoltre entrato in vigore il nuovo Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza di cui al D. Lgs. 14/2019.

La nuova riforma indica alcuni concetti fondamentali che sono:

  •  L’insolvenza quando il debitore non in grado di adempiere regolarmente alle proprie obbligazioni.
  • La crisi che si valuta alla luce di indicatori di sostenibilità della massa debitoria.
  • Gli indicatori della crisi che sono «quelli che misurano la sostenibilità degli oneri dell’indebitamento con i flussi di cassa che l’impresa è in grado di generare e l’adeguatezza dei mezzi propri rispetto a quelli di terzi».

Tali modifiche sono volte ad indirizzare l’imprenditore verso una c.d. “auto organizzazione interna” tesa a far emergere tempestivamente una eventuale crisi d’impresa attraverso, appunto, un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato in grado di identificare e porre rapido rimedio ad eventuali segnali di allerta.

Ai fini dell’adeguatezza e, conseguentemente, dell’efficacia del Modello sarà necessario quindi un aggiornamento del modello stesso.